“BREVE TRATTATO SULLE COINCIDENZE”
DI DOMENICO DARA
Brevi note
Romanzo
corale che ha come protagonista un postino di Girifalco curioso e scaltro che
decide di violare la posta sapendo così di nuovi e vecchi amori,
inimicizie mai sopite dal tempo, speranze in un futuro meno incerto, tradendo
così l’intimità dei suoi compaesani, i loro sogni.
Personalmente
non penso a influenze pirandelliane, piuttosto a legami con scrittori
latino-americani (Marquez, Scorza, Llosa) ma solo in superficie. Dara infatti
fa del grottesco un’ironia amara, descrive un mondo le cui vicende
antropologiche si rivelano senza mai tacere le debolezze di un mondo un tempo
ricco di antiche oralità.
Il
romanzo si sorregge con maestria sull’uso della lingua dialettale, che non è n
vezzo, una dimostrazione di effimero studio delle tradizioni orali di una
comunità. E’ un tassello rilevante di una realtà la cui storia si è persa nel
tempo e che Dara cerca senza alcuna presunzione di porre all’attenzione dei suoi
lettori come originale strumento di vita
di una terra che respirava umanità in ogni suo poro, distante da invasive forme
globalizzanti socio-economiche.
Profonde
alcune locuzioni travestite da metafore ricche di simbolismo quasi magico, e da numerose fette di vita quasi
trecentesche, un medioevo ricco di colori e voci.
Il romanzo di Dara potrebbe essere facilmente tradotto in un film, perché ben si presta a rappresentare immagini da grande schermo ne verrebbe una fiumana di personaggi diversi tra di loro in grado di rappresentare un’utopia rapita da tempi divenuti maligni.
Il
ravvedimento finale del postino non mi convince, denunciare alcune forme di
potere, uomini corrotti non cancellano, a mio parere, le violenze del suo agire.
Ha violentato la vita privata dei suoi compaesani, ha scandagliato le fessure
più remote di uomini e donne e senza per questo provare dubbi, ritegno.
Un
romanzo potente da leggere con l’attenzione che merita.