giovedì 10 settembre 2026

 

“BREVE TRATTATO SULLE COINCIDENZE” 

DI DOMENICO DARA

Brevi note

 

Romanzo corale che ha come protagonista un postino di Girifalco curioso e scaltro che decide di  violare  la posta sapendo così di nuovi e vecchi amori, inimicizie mai sopite dal tempo, speranze in un futuro meno incerto, tradendo così l’intimità dei suoi compaesani, i loro sogni.

 

Personalmente non penso a influenze pirandelliane, piuttosto a legami con scrittori latino-americani (Marquez, Scorza, Llosa) ma solo in superficie. Dara infatti fa del grottesco un’ironia amara, descrive un mondo le cui vicende antropologiche si rivelano senza mai tacere le debolezze di un mondo un tempo ricco di antiche oralità.

 

Il romanzo si sorregge con maestria sull’uso della lingua dialettale, che non è n vezzo, una dimostrazione di effimero studio delle tradizioni orali di una comunità. E’ un tassello rilevante di una realtà la cui storia si è persa nel tempo e che Dara cerca senza alcuna presunzione di porre all’attenzione dei suoi lettori come originale strumento  di vita di una terra che respirava umanità in ogni suo poro, distante da invasive forme globalizzanti socio-economiche.

 

Profonde alcune locuzioni travestite da metafore ricche di simbolismo quasi  magico, e da numerose fette di vita quasi trecentesche, un medioevo ricco di colori e voci.


Il romanzo di Dara potrebbe essere facilmente tradotto in un film, perché ben si presta a rappresentare immagini da  grande schermo ne verrebbe una fiumana di personaggi diversi tra di loro in grado di rappresentare un’utopia rapita da tempi divenuti maligni.  

 

Il ravvedimento finale del postino non mi convince, denunciare alcune forme di potere, uomini corrotti non cancellano, a mio parere, le violenze del suo agire. Ha violentato la vita privata dei suoi compaesani, ha scandagliato le fessure più remote di uomini e donne e senza per questo provare dubbi, ritegno.

 

Un romanzo potente  da leggere con l’attenzione che merita.

Nessun commento:

Posta un commento