I CENTO CANTI DI DOMENICO TALIA
La recente silloge poetica “PASSAGGI” di Domenico Talia consta di versi inaspettatamente apparentati con la struttura esplicativa degli aforismi. Egli è uno scienziato (*) non intrappolato in specialismi settoriali; coltiva l’impegno letterario come necessità vitale, una sorta di uscita di sicurezza per mantenere vivo uno sguardo circolare sull’esistenza.
Il dolore e il piacere non si raccolgono
con gli stessi occhi che li hanno conosciuti.
Le ferite si trasformano e
nulla mai rimane come prima.
Versi, però, che non si abbandonano a malinconie umide di pianto. Vi è infatti una costante presa d’atto che il tempo ha macinato i giorni, e tante le albe e i tramonti trascorsi nel silenzio di un tempo senza voce.
Nulla che la mente mi chieda di dimenticare
Non ricordo di ricordi da buttare.
Si tratta di cento canti, se pur brevi, che contengono emozioni particolari, riflessioni profonde sul senso della vita e, soprattutto, sul tempo, che ha mille sfaccettature, quelle legate al vivere umano intrappolato dal mistero dell'infinito.
Tempo che ha preso quel nome,
figlio di cicli del sole e di riti degli uomini,
E’ schivo alleato,
non ruba attenzione e ci porge tinte vere (…)
tutto danza intorno a noi,
i nostri occhi scorgono la vita fuggire,
rapita dal tempo che abbiamo saputo costruire.
Egli, tuttavia, non recrimina sull'eterno mistero della vita, indaga sul dubbio di un possibile vuoto nel suo vissuto, nella sua azione intellettuale fatta di molteplici esperienze culturali mai univoche e sempre legate ad un mai dimenticato umanesimo. L’umana finitezza, la transitorietà della vita avviluppano l’autore.
Nel pensiero tutto si chiude.
Tutto è raccolto nel gesto di un’ora.
Talia ha una visione laica della vita, non coltiva alcuna spiritualità religiosa, crede nell’uomo e nel suo essere protagonista di un dono misteriosamente infinito.
L’infinito non si lascia toccare,
ma l’interruzione di un soffio
lo lascia in vita per sempre.
Il non finito rimane con noi.
Come una possibilità che nutre il sogno,
un’opportunità che si concede il desiderio.
(
(*)Domenico Tàlia (Sant'Agata del Bianco, 1960) è un informatico italiano, professore ordinario di sistemi di elaborazione delle informazioni presso l'Università della Calabria. È autore di diversi libri a carattere scientifico o divulgativo e di testi letterari.
I CENTO CANTI DI DOMENICO TALIA
La recente silloge poetica “PASSAGGI” di Domenico Talia consta di versi inaspettatamente apparentati con la struttura esplicativa degli aforismi. Egli è uno scienziato (*) non intrappolato in specialismi settoriali; coltiva l’impegno letterario come necessità vitale, una sorta di uscita di sicurezza per mantenere vivo uno sguardo circolare sull’esistenza.
Il dolore e il piacere non si raccolgono
con gli stessi occhi che li hanno conosciuti.
Le ferite si trasformano e
nulla mai rimane come prima.
Versi, però, che non si abbandonano a malinconie umide di pianto. Vi è infatti una costante presa d’atto che il tempo ha macinato i giorni, e tante le albe e i tramonti trascorsi nel silenzio di un tempo senza voce.
Nulla che la mente mi chieda di dimenticare
Non ricordo di ricordi da buttare.
Si tratta di cento canti, se pur brevi, che contengono emozioni particolari, riflessioni profonde sul senso della vita e, soprattutto, sul tempo, che ha mille sfaccettature, quelle legate al vivere umano intrappolato dal mistero dell'infinito.
Tempo che ha preso quel nome,
figlio di cicli del sole e di riti degli uomini,
E’ schivo alleato,
non ruba attenzione e ci porge tinte vere (…)
tutto danza intorno a noi,
i nostri occhi scorgono la vita fuggire,
rapita dal tempo che abbiamo saputo costruire.
Egli, tuttavia, non recrimina sull'eterno mistero della vita, indaga sul dubbio di un possibile vuoto nel suo vissuto, nella sua azione intellettuale fatta di molteplici esperienze culturali mai univoche e sempre legate ad un mai dimenticato umanesimo. L’umana finitezza, la transitorietà della vita avviluppano l’autore.
Nel pensiero tutto si chiude.
Tutto è raccolto nel gesto di un’ora.
Talia ha una visione laica della vita, non coltiva alcuna spiritualità religiosa, crede nell’uomo e nel suo essere protagonista di un dono misteriosamente infinito.
L’infinito non si lascia toccare,
ma l’interruzione di un soffio
lo lascia in vita per sempre.
Il non finito rimane con noi.
Come una possibilità che nutre il sogno,
un’opportunità che si concede il desiderio.
(
(*)Domenico Tàlia (Sant'Agata del Bianco, 1960) è un informatico italiano, professore ordinario di sistemi di elaborazione delle informazioni presso l'Università della Calabria. È autore di diversi libri a carattere scientifico o divulgativo e di testi letterari.